CALM / STORM.


Robert Mapplethorpe stated in an interview that “After all, photography is a more hasty way to make a sculpture”.


This project was born as a personal tribute to the art of sculpture, in which the figures are immersed in the white background of an hypothetical artist's studio, they are suspended in time and isolated from real space, they are idealized in poses charged with an ancient pathos, they are impenetrable and distant while with the theatricality of gestures they fix a moment of apparent calm, in reality it ends telling more about my restlessness, my inner chaos, my emotional storm, in the constant search for an ideal of beauty too often denied, despised, mocked.


Robert Mapplethorpe ha dichiarato, in una intervista, che “in fondo la fotografia è un modo più sbrigativo per fare una scultura”.


Questo progetto nasce come tributo personale all’arte della scultura, in cui le figure sono immerse nel fondo bianco di un ipotetico studio d’artista, sono sospese nel tempo e isolate dallo spazio reale, sono idealizzate nelle pose cariche di un pathos antico, sono impenetrabili e distanti mentre con la teatralità dei gesti fissano un momento di calma apparente, in realtà finisce per raccontare la mia inquietudine, il mio caos interiore, la mia tempesta emozionale, nella continua ricerca di un ideale di bellezza troppo spesso negato, disprezzato, deriso.

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